Non si può dire mai

di Raffaele Barba, pubblicato il 1 agosto 2010

Non si può dire mai. Ritorno a Valona, una storia di mare. Durata: 21′, 17″.

Protagonista assoluto del film è il comandante Lele Coluccia, una leggenda vivente nei porti del Salento e non solo.
Da sempre appassionato di barche e di pesca, ad un certo punto della sua vita decide di dedicarsi completamente al mare e alla vela. Già cinquantenne lascia il suo lavoro da insegnante, riesce a far accettare alla famiglia la sua scelta e si dedica alla progettazione e alla costruzione di Nuova Idea, un veliero di venti metri in ferrocemento.
Dopo un naufragio e una repentina ricostruzione, la nuova barca, Idea Due, una goletta di circa 22 metri del tutto simile alla precedente, può prendere il mare e cominciare la sua storia. Una storia che l’ha portata a percorrere fino ad oggi più di 180 mila miglia, a girare per il mondo, a diventare la prima nave scuola a vela per gli istituti nautici della Puglia e a impegnarsi in svariate missioni umanitarie e scientifiche.
Una storia che non è finita. Ancora oggi, il comandante, un giovane e forte di 76 anni, continua a navigare da una parte all’altra del Mediterraneo. Forse rimpiange l’oceano che ha attraversato più volte per recarsi negli Stati Uniti e in Canada, ma non esclude di affrontarlo ancora. Non si può dire mai.
Questo film incrocia un particolare nella storia di mare di Lele Coluccia. Negli anni di transizione tra la dittatura e la democrazia in Albania, Idea Due è stata l’unica imbarcazione autorizzata ad attraccare nel porto di Valona e il suo comandante e il suo equipaggio sono stati i primi a soccorrere con viveri e medicine il popolo albanese, tanto da meritarsi l’appellativo di colomba bianca.
Dopo la stabilizzazione del Paese e l’apertura di collegamenti con i traghetti, Lele Coluccia non aveva avuto più occasione di tornarci. Ci torna ora, dopo vent’anni e questo viaggio è l’occasione di commuoversi per l’incontro con vecchi amici e di vedere la profonda trasformazione del Paese.